Pratiche terapeutiche

Niente è in sé buono o malvagio, 

ma è il pensiero che lo rende tale 

William Shakespeare

Viviamo nella società della performance che ci chiede di essere produttivi, efficienti e sempre un passo avanti. Abbiamo interiorizzato l’ideale della perfezione: eccellere in ogni campo, non mostrare mai incertezze, non fermarsi mai. L’errore non è ammesso perché è considerato un fallimento, una sconfitta da evitare a ogni costo. Impariamo così a temerlo, a nasconderlo e a vergognarcene, coltivando internamente un senso di inadeguatezza, insicurezza e prostrazione se non riusciamo ad adeguarci alla richiesta di infallibilità impostaci dalla società. 

 

In questo paradigma performativo anche il tempo sembra contrarsi. Sempre più ansiosi e stressati, ci sentiamo sopraffatti dalla routine frenetica delle nostre giornate dove lavoro, famiglia e impegni sociali si accavallano e non riusciamo più a trovare tempo per noi stessi. A questa pressione costante si aggiungono gli eventi inevitabili della vita: traumi affettivi, eventi luttuosi, separazioni che attivano sentimenti di rabbia, tristezza, apatia, senso di solitudine e, se trascurati, possono consolidarsi rendendo la nostra esistenza difficile e problematica.

 

Decidere di intraprendere un percorso di psicoterapia può essere il primo passo concreto per un viaggio alla scoperta di noi stessi e alla ricerca delle radici profonde del nostro malessere. La psicoterapia è un trattamento sanitario particolare che si basa sull’alleanza che si instaura fra terapeuta e paziente.

 

Fare psicoterapia significa riappropriarsi del proprio tempo, concedersi una pausa in uno spazio sicuro e protetto, dove è possibile esplorare liberamente fantasie, emozioni e pensieri propri, certi di essere ascoltati e compresi senza giudizio alcuno.

 

Poiché ciascuno di noi ha la propria personalità che si è costruita rispondendo in modo adattivo agli eventi e alle sfide che la vita gli ha posto davanti, un buon percorso terapeutico deve essere personalizzato, pertanto non può prescindere dalla conoscenza e dall’analisi della storia presente e passata del paziente. 

 

Spesso dietro i sintomi psicologici si celano disagi inconsci di altra natura, che noi stessi non riconduciamo al nostro malessere attuale. Pertanto, un valido percorso terapeutico può essere rappresentato dall’analisi del profondo che mira a comprendere le ragioni inconsce e profonde dello sviluppo dei sintomi attraverso specifici strumenti quali l’esplorazione simbolica dell’inconscio, le tecniche proiettive e l’analisi dei sogni. 

 

Il valore della psicoterapia risiede nell’interiorizzare da parte del paziente nuovi pattern relazionali per istaurare un dialogo più autentico con se stesso e con gli altri, comprendere le radici delle proprie difficoltà e aumentare la consapevolezza delle proprie risorse e peculiarità, verso una maggiore autonomia di pensiero e di azione. 

 

Nella mia pratica professionale, mi avvalgo a volte anche di altri approcci, come ad esempio le tecniche di Mindfulness, in base alle situazioni che possono emergere durante il percorso di cura e alla personalità del paziente. In caso di problematiche emotive causate da eventi traumatici come incidenti, aggressioni e calamità naturali a volte ricorro al protocollo EMDR che considero un valido strumento psicoterapeutico per rielaborare traumi e ricordi disturbanti.

Psicologia del profondo
EMDR
Mindfulness
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