Psicologia del profondo
Rendi cosciente l’inconscio,
altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita
e tu lo chiamerai destino.
Carl Gustav Jung
La psicologia analitica, fondata da Carl Gustav Jung, detta anche psicologia del profondo, rientra a pieno titolo all’interno del movimento psicoanalitico, poiché indaga e analizza in profondità la psiche umana e le manifestazioni simboliche dei suoi processi inconsci. Come afferma Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi, il sogno rappresenta la via regia per accedere all’inconscio. Le immagini oniriche sono il linguaggio naturale che l’inconscio utilizza per manifestarsi e comunicare con la nostra mente conscia. Jung definisce il sogno come un’autorappresentazione spontanea della situazione attuale dell’inconscio espressa in forma simbolica. I sogni sono manifestazioni non falsificate e genuine dell’attività creativa dell’inconscio che cercano di esprimere qualcosa che l’Io non sa o non capisce. Ogni sogno è un messaggio in grado di aumentare la nostra consapevolezza su una determinata situazione che stiamo vivendo. Per la psicologia analitica, l’interpretazione ha la finalità di suggerire nuove modalità riguardo al proprio essere e sviluppare nuove visuali nel valutare le situazioni della propria vita. Compito del terapeuta è attivare un dialogo fra la coscienza e l’inconscio, costruire un ponte simbolico fra realtà e sogno.
Anche i sintomi che emergono in vari disturbi psichici possono essere letti come espressione simbolica dell’inconscio, portatori di messaggi criptati che esprimono un disagio profondo che la coscienza fatica a riconoscere e a integrare. Per esempio chi, a causa di un disturbo ossessivo, si lava continuamente le mani, potrebbe esprimere la paura di qualcosa che percepisce come sporco e minaccioso e di cui vorrebbe liberarsi. Chi manifesta disagio per i luoghi chiusi e ristretti, potrebbe celare dietro i sintomi della claustrofobia un disagio interiore molto più profondo di tipo affettivo o relazionale. Il lavoro dell’analista consiste innanzitutto nell’accompagnare il paziente a esplorare e decifrare questo significato simbolico inconscio, al fine di cambiarne l’atteggiamento psicologico verso le problematiche veicolate dal sintomo. Ogni sintomo psicologico come ansia, depressione, fobia e disturbi psicosomatici è una risposta adattiva che in passato ci è serviva per affrontare alcune difficoltà e oggi risulta disadattiva e necessita di un rinnovamento.
Come ci insegna la psicoanalisi, a volte i sintomi rappresentano il migliore compromesso che il soggetto ha trovato a livello intrapsichico per gestire i propri conflitti interiori, tutelando il proprio Io da sofferenze e vissuti dolorosi che sarebbero stati ancora più difficili e complessi da affrontare e metabolizzare. Lo scopo della terapia psicoanalitica non è dunque quello di eliminare in modo semplicistico il sintomo, bensì quello di analizzarlo, esplorare la sua genesi, comprenderne il significato, elaborarlo e alla fine lasciarlo andare in favore di modalità più adattive e funzionali nel presente.
Altro importante cardine della psicologia analitica è il concetto di Ombra, il lato oscuro della nostra personalità, che è costituita da paure, sensi di colpa, traumi passati, aspetti della nostra personalità, sia negativi che positivi, che ci creano disagio, che rifiutiamo di accettare come nostri e tentiamo di nascondere. Per esempio, alcuni individui potrebbero considerare qualità come la tenerezza e la sensibilità, aspetti negativi, sinonimi di fragilità o debolezza di carattere e quindi si rifiuterebbero di svilupparle, relegandole nell’Ombra. Malgrado la rimozione di queste parti di noi, l’Ombra continua a influenzarci con le sue proiezioni, manifestandosi nella vita quotidiana sotto forma di sentimenti di critica e disprezzo: vediamo negli altri qualità e difetti da cui vorremmo distanziarci ma che in realtà sono nostri, ci appartengono e negandoli li proiettiamo sugli altri alimentando pregiudizi, antipatie e altre proiezioni d’Ombra. Attraverso l’analisi, il terapeuta accompagna il paziente a rapportarsi e confrontarsi con le tutte le parti di sé, consce e inconsce, aiutandolo ad accogliere anche gli elementi non riconosciuti e relegati nell’Ombra, in modo che l’individuo possa integrare parti importanti della sua personalità e trasformare un blocco grezzo in una preziosa risorsa da cui attingere. Questa integrazione prende il nome di processo di individuazione, il cui scopo è istaurare un funzionamento psichico più armonioso che possa permettere la realizzazione del Sè, che rappresenta la psiche nella sua interezza.